RIPETI SEMPRE GLI STESSI ERRORI? COME TRASFORMARLI IN SUCCESSO Consapevolezza di sè / Rapporti sul posto di lavoro

Ciao e Benvenuto a Lavorare col Sorriso!

Ripeti sempre gli stessi errori nella gestione dei rapporti lavorativi e vorresti trasformarli in successo  uscendo  da schemi di comportamento ripetitivi, che vivi come poco utili e fastidiosi per te nella vita lavorativa, quasi fossi una creatura inerme intrappolata nella morsa di un serpente velenoso? Leggimi!

In quali casi ripeti gli stessi errori? Quando, a titolo di esempio (non esaustivo), in modo sistematico e automatico:

  • attacchi un collega con collera di fronte ad una critica, salvo pentirti della tua istintività;
  • subisci qualche angheria sempre con lo stesso senso di impotenza covando rabbia repressa per i successivi 6 mesi;
  • non sei capace di affermare con assertività una tua convinzione;
  • ti dai per vinto in partenza di fronte ad una situazione che vivi come troppo complessa da gestire malgrado una parte di te vorrebbe “buttarsi”;
  • fatichi a far rispettare il tuo ruolo in azienda quando hai rapporti troppo amichevoli con alcuni colleghi;
  • quando in una negoziazione o conflitto tendi al ritiro o a mediare eccessivamente e rinunci a difendere i tuoi interessi purchè tutte le facce dei colleghi siano sorridenti, tranne la tua.

Inutile dire che questi errori si riferiscono a situazioni che presuppongono uno cambio fra te e altre persone, e quindi il tema, oltre ad avere a che fare con la consapevolezza che hai di te stesso, si inquadra nell’ambito dei rapporti tra colleghi.

Ci tengo poi a fare una premessa: TU NON SEI I TUOI ERRORI!

Oppure fai parte di quelle persone che si identificano con i propri errori e li personalizzano al punto da avvertire un senso pervasivo di fallimento ogni volta che ne commettono uno?

Scrivo questo articolo perché di recente ho commesso un errore le cui conseguenze sulla mia pelle sono state paragonabili a un bagno ghiacciato nel Mar Glaciale Artico in pieno inverno (si, dai, esagero volutamente anche per farti sorridere un po’).

Il fatto “grave” è che ho commesso ancora una volta lo stesso errore in una determinata circostanza, simile a tutte quelle precedenti, in cui il risultato finale se non era stato il bagno ghiacciato nel Mar Glaciale Artico era pur sempre stato fastidioso come la sabbia negli occhi.

Accade di affezionarsi così tanto agli stessi errori che Dante, se fosse vivo, probabilmente indirebbe un concorso a premi per la diabolicità da coazione a ripetere. Il fastidio che ho avvertito è stato talmente acuto però, che mi sono detta BASTA! E se BASTA l’ho detto io, lo può dire chiunque, a patto che lo voglia davvero!

Come ti ho spiegato nel mio articolo “Manager o Leader: quale tipo sei” ognuno di noi si manifesta con un carattere che talvolta ci porta ad attuare meccanismi inconsci che attivano il famoso pilota automatico o coazione a ripetere.

Si ripetono le circostanze esterne e si commettono gli stessi errori, si fanno le stesse cose, con annesso senso di frustrazione e di impotenza e talvolta con conseguenze progressivamente nefaste che vanno da piccole scottature, a urti, a ustioni di 3° grado. Eppure ci sarebbe tanto una parte di noi che non vorrebbe fare così, ma lo fa comunque.

Come puoi uscire dai tuoi errori?
Parto dal presupposto che per te sia importante sradicare questa abitudine a commettere sempre gli stessi errori in una o più circostanze similari, e che quindi tu abbia voglia di apprendere un modo per cambiare strada.

Cosa fare in concreto con i tuoi errori:

  • intanto comincia con pensare che cambiare è possibile. Hai imparato a guidare e fare tante altre cose nella vita. Puoi impararne altre. Certe abitudini così come le hai apprese, le puoi anche sostituire con altre più utili per te;
  • ripensa a, e scrivi, tutte le situazioni in cui hai attivato il pilota automatico, quello che ti porta allo schianto o conseguenza indesiderata (perchè se ti porta positività e benessere non è il caso in esame);
  • analizza cosa accomuna tutte queste situazioni per le circostanze esterne alla tua persona, ossia quale è “lo stimolo” esterno che ti fa “partire per la tangente”;
  • analizza cosa accomuna tutte queste situazioni per gli aspetti interni alla tua persona, più in particolare quali sentimenti, emozioni, pensieri hanno causato l’inserimento del pilota automatico?
  • ora che li hai messi a fuoco, quali benefici/vantaggi speravi di ottenere con il tuo comportamento? Quali bisogni cerchi di soddisfare con il tipo di comportamento che adotti in automatico?
  • ricordi se in passato, anche da piccolo, usavi questo stesso schema o lo hai visto usare da qualcuno?
  • quali reali benefici hai ottenuto rispetto alle circostanze esterne e rispetto a te stesso?
  • quali benefici e quali obiettivi vorresti che agisse il te stesso futuro che vorresti libero da questo fastidioso pilota automatico?
  • cosa devi/vuoi fare per ottenere questo nuovo obiettivo/comportamento? Immaginalo nei minimi particolari a livello emotivo (emozioni che vorresti provare, pensieri che vorresti avere), e ripercorrilo nella testa e con il corpo passo dopo passo…magari anche camminando nello spazio. Solitamente, se è vero che il tuo vecchio schema era disfunzionale, il nuovo che hai identificato molto probabilmente assomiglierà al suo esatto contrario;
  • identifica la prima circostanza utile in cui potresti dare prova a te stesso di essere capace di disinserire il pilota automatico, magari anche fuori dal contesto lavorativo;
  • agisci nel nuovo modo con tutto te stesso, corpo, mente ed emozioni appena ti trovi nella circostanza che ti attiva il comportamento disfunzionale.

Ora, non ti sto dicendo che sia una cosa immediata cessare di commettere gli stessi errori, ma sicuramente prima comincerai a fare esercizio, prima diventerai il nuovo te stesso che ti prefiggi di essere e prima otterrai quello che vuoi dalla circostanza che normalmente ti causa problemi.

All’inizio ci sarà una parte di te talmente simbiotica con il tuo vecchio errore, che farà di tutto per impedirti di uscire dalla tua zona di comfort. Ci sguazzi tanto bene lì dentro che ormai ti sei scavato la Fossa delle Marianne ed uscirne fuori assomiglia ad una impresa estrema.

Ti faccio presente che è così per tutti, tutti viviamo questa difficoltà, ma con uno sforzo di volontà cosciente, puoi pilotare i tuoi pensieri, comportamenti, azioni, abitudini, verso una meta nuova, perché di fondo, la Fossa delle Marianne esiste solo nella tua mente, non nella realtà.

È un po’ come fare gli addominali per la prima volta. All’inizio senti dolore e fatica e ti sembra uno sforzo immane, ma piano piano, un piccolo passo alla volta, la nuova modalità comportamentale ti entrerà nei muscoli fino a quando la avrai interiorizzata: è questione di esercizio e abitudine, e tutte le abitudini possono essere cambiare con un uno sforzo di volontà cosciente.

Ti renderai conto che se anche per un po’ di tempo continuerai a commettere lo stesso errore, il tuo tempo di “ripresa” si farà sempre più breve, riuscirai a sfumare gradatamente quel comportamento e sentirai sempre meno lo sforzo dettato dal voler cambiare abitudine.

Se sono qui a scrivertelo è perché l’ho fatto e ha funzionato. E ha funzionato solo nel momento in cui ho smesso di procrastinare il momento in cui farlo sul serio. E ha funzionato con un atto di volontà vero e proprio di forzatura alla mia parte più “distruttiva”.

Fatto sta che, a differenza delle volte precedenti in cui avevo commesso lo stesso errore, questa volta in un lasso di tempo molto più breve, ho voltato pagina, orientato mente e cuore in qualcosa di utile che ho scelto consapevolmente, mi sono trattenuta dal fare le stesse cose che avrei fatto in quelle circostanze e ho ritrovato l’amore per me stessa. Perché preservarsi dal commettere sempre gli stessi errori è, di fatto, un atto di amore verso se stessi.

Commettere sempre gli stessi errori, piccoli o grandi che siano, con conseguenze che tu valuti più o meno “gravi”, col tempo, demolisce l’autostima, ti rende incapace ai tuoi stessi occhi e rischia di portarti ad identificarti con essi fino al punto di dirti “sono un disastro”. Non è così.

Tutti commettiamo errori: l’importante è farne qualcosa di buono e impararne una lezione per trasformarli in un successo. Se questo non avviene, se dopo l’ennesimo errore ci passiamo sopra senza rifletterci come ti ho indicato sopra, è matematico, lo commetteremo di nuovo.

Nel condividere questa mia “caduta” ti sto anche dando un esempio di come un evento spiacevole e negativo, possa essere trasformato in qualcosa di utile per te che stai leggendo, invece che crogiolarmi sul “ho sbagliato anche questa volta”.

Il tempo è prezioso, ed essere proattivi rispetto alle circostanze invece che reattivi come ti ho spiegato sia nel mio articolo “I conflitti: li risolvi o cerchi colpevoli?” , così come il focalizzarsi sulla propria centratura  come ti ho spiegato sia nel mio articolo “Un giorno lo farò: il tempo ti è nemico – Parte II”, e’ SALVIFICO!

Sei pronto a gridare il tuo BASTA?

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Grazie
Federica Crudeli


Comments

  1. Pensavo che cercare soluzioni su Google fosse una scemenza ma il tuo articolo mi ha fatto pensare molto e credo mi aiuterà a reagire in modo diverso e a smussare i miei spigoli sul lavoro! Grazie mille

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