DIFFERENZE FRA UOMINI E DONNE. CAPIRLE TI AIUTA Uomini e donne al lavoro

Ciao e benvenuto a Lavorarecolsorriso!

Questo è il primo articolo introduttivo sul tema: uomini e donne sul lavoro e le differenze, ed è, in parte, liberamente ispirato dal testo “How to get what you want in the workplace” di Jhon Gray (link di affiliazione).

Immagino che tu, uomo o donna, abbia riconosciuto nella tua esperienza una significativa differenza nel modo di approcciare la vita in generale rispetto a persone dell’altro sesso… e qui le battute potrebbero sprecarsi come nel celebre film “La guerra dei Roses” … ma non è mia intenzione fomentare l’idea che questa diversità sia dannosa.

Conoscere queste differenze credo che contribuisca a Lavorare col Sorriso piuttosto che adombrarsi spendendo tempo prezioso dietro ad incomprensioni inutili o riponendo l’uno nell’altro aspettative che puntualmente potrebbero essere disattese.

Aspettative che peraltro, in genere, non sono limitate solo all’ambito lavorativo ma anche al di fuori. Quindi conoscerle  ti sarà di aiuto anche al di fuori del contesto lavorativo.

Parto con una premessa doverosa: in teoria, sul posto di lavoro, si viene assunti per dare il meglio di se, perché si è valutati come candidati idonei a ricoprire certe mansioni, e non perché si è simpatici.

Quindi la prima domanda che ti faccio, che tu sia uomo o donna, è: quanto è importante per te risultare per forza simpatico a tutti sul posto di lavoro?

Vivi cercando di riscuotere sempre simpatia fra i colleghi? Quanto ti infastidisce sapere che con qualcuno, malgrado tanti sforzi e tentativi proprio non riesci a trovare la chiave per entrare in sintonia?

Se si, hai da domandarti come mai ti interessi tanto. E a questo proposito nella categoria di articoli dedicati alla consapevolezza e gestione di sè pubblicherò articoli che ti aiuteranno a fare i conti con questo e altri temi e a prendere le misure più opportune per te (nel frattempo puoi cominciare con il leggerti l’articolo “Benessere in ufficio: questo sconosciuto? 5 risposte”  e l’articolo “Manager o Leader? Quale tipo sei?” )
Altra doverosa premessa è che sul posto di lavoro, le persone non hanno un interesse personale nei tuoi confronti.

Pensa a quando qualcuno all’ultimo minuto ha disertato ad una riunione così importante per un tuo progetto causandoti problemi, o a quando qualcuno non ti ha mandato dei documenti in tempo per rispettare una scadenza importante, o a quando qualcuno è insistente per ottenere da te una cosa che è molto in contrasto con qualcosa d’altro che sai benissimo di non poter fare.


Uomini e donne, sul lavoro, fanno cose per i loro motivi.

E non necessariamente i loro “buoni motivi” possono coincidere con i tuoi.

Anzi, spesso può accadere che perseguire questi loro “buoni motivi” abbia una ricaduta negativa su di te e il tuo lavoro, ma solo come conseguenza del tutto incidentale, non come volontà premeditata di nuocerti.

…Semplicemente un collega ha pensato a se stesso, a quello che doveva fare e non ha pensato neanche per un secondo a come, quello che stava facendo, avrebbe potuto nuocerti in termini lavorativi.

Ci hai mai pensato? Oppure tendi a personalizzare tutti i comportamenti da parte degli altri come atti volutamente compiuti per nuocere a te o screditarti o farti fare brutta figura?

Intanto diciamo che se tu cominci a pensare appunto che uomini e donne, sul lavoro, fanne le cose in funzione di un loro interesse e con una intenzione positiva, a prescindere che ciò sia vero o meno, cominci a vedere e vivere diversamente molte cose. Comincia subito!

Lo so che stai pensando che esistono uomini e donne che invece fanno le cose proprio col proposito di nuocerti, ma ti invito a fare una riflessione.

Pensa a tutti i tuoi colleghi e a tutte le volte che hanno fatto qualcosa che ti ha generato “grane”. In quanti casi e quante di queste persone pensi che abbiano avuto un reale interesse “a farti del male, screditarti, metterti in cattiva luce”?

Riesci ad individuare, mettendoti dal loro punto di vista, dei motivi validi che potrebbero aver indotto un comportamento che, a cascata, si è ripercosso su di te in senso negativo?

Magari il non darti un documento nei tempi utili per te, dal punto di vista dell’altro, era legato alla volontà/dovere di condividerne il contenuto con il suo superiore che però, essendo fuori in trasferta o preso da altre urgenze, glielo ha consentito una settimana dopo.

Avere messo a fuoco questa cosa ti aiuta a Lavorarecolsorriso o no?

Qualora tu poi abbia a che fare con uomini e donne che invece, di proposito, adottano comportamenti poco corretti, ( e ci credo che ne esistano a bizzeffe…) nella categoria di articoli dedicata ai rapporti lavorativi con capi, colleghi, collaboratori approfondirò anche il tema della gestione dei rapporti con personalità particolarmente resistenti, partendo con la riflessione “Rapporti fra colleghi: 7 modi per farsi odiare. Quanto ci metti del tuo?” per introdurti al tema dell’intelligenza emotiva e di come il saperla utilizzare e sviluppare può semplificarti la vita e sia importante anche per le tue ambizioni di crescita professionale.

Veniamo al dunque, quale è una delle principali differenze fra uomini e donne sul lavoro?

Millenni di evoluzione non hanno cambiato una differenza fondamentale fra i due sessi che ancora oggi, seppure in modo molto diverso, persiste, e che continua puntualmente ad esse ignorata con tutte le conseguenze del caso. L’uomo era cacciatore, focalizzato sul procacciarsi il cibo per se e la famiglia, mentre la donna si occupava della crescita dei figli, di tutte le attività domestiche e molte altre attività.

Ancora oggi quindi, gli uomini sono più orientati al “compito” le donne, invece, alla “relazione”. Generalmente gli uomini sono più stabili emotivamente, usano meno parole, le donne invece sono più emotive, comprensive, empatiche e “chiacchierone”.

Gli uomini usano la comunicazione principalmente per risolvere problemi, svolgere una attività assegnata, ottenere informazioni finalizzate ad uno scopo. Fanno una cosa alla volta.

Mentre le donne ne fanno 10 contemporaneamente. Generalmente poi gli uomini si considerano tanto più competenti quanto meno parole riescono ad utilizzare per esprimere un determinato “punto”.

Può accadere che un uomo parli molto, ma solitamente, quando la fa, lo fa in modo che ogni parola spesa sia necessaria e focalizzata, essenziale, e in sequenza lineare per formulare una conclusione logica.

Le donne tendono a comunicare sia per risolvere i problemi, ma che per minimizzare lo stress, sentirsi meglio, alleviate da un peso, creando legami emozionali per rafforzare le relazioni così come stimolare la creatività.

Spesso il modo di comunicare di una donna può dare l’impressione ad un uomo che essa dubiti delle sue capacità nel dimostrarsi aperta anche ad altri punti di vista.

L’inclinazione della donna ad entrare in relazione empatica, spesso può essere letta da un uomo come una ricerca di approvazione, indicatore di insicurezza, mentre invece è legata alla volontà femminile di ricercare sostegno empatico, e consenso.

Difatti, quando una donna va direttamente a trattare “il cuore” di una questione generalmente è l’indicazione che non stima/rispetta abbastanza quell’uomo al punto da voler creare un rapporto “amichevole”, mentre al contrario, la tendenza naturale dell’uomo a focalizzarsi in modo coinciso e sbrigativo senza troppe parole su una questione, non necessariamente implica che non stimi o sia arrabbiato con una donna. Gli uomini tendono a minimizzare i problemi per alleviare lo stress, le donne invece tendono a “fomentarlo” per poi trovare sollievo nell’espressione dei loro sentimenti ed emozioni.

Cosa ne dici, questa prima differenza ti fornisce una chiave di lettura utile per tutte le volte che, in quanto donna, ti sei sentita “messa da parte” da un collega che è andato dritto al punto?

E tu, in quanto uomo, puoi iniziare a dubitare meno della sicurezza di una tua collega, ora che sai che gli orientamenti comportamentali naturali dell’uno e dell’altro sono così diversi?

Saperlo ti aiuta a pensare che puoi migliorare la qualità dei tuoi 8 tempi lavorativi e non?

Pensi che, date queste differenze, i ruoli di potere siano una prerogativa di uno dei due sessi in particolare?
Ti è stato utile questo articolo?
Tu quali differenze percepisci in modo più evidente nell’affrontare il lavoro, fra uomini e donne?
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione al riguardo.. lasciami i tuoi commenti!

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A presto!
Federica Crudeli


Comments

  1. Nicola Ruffo dice: aprile 30, 2018 at 6:08 pm

    Buongiorno,
    sto conducendo degli studi sulla differenza tra i processi di pensiero femminili e maschili; ho trovato questo articolo puntuale e chiaro. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui comportamenti non verbali in ambito lavorativo, in merito a quanto detto. Per esempio: come si comporta un maschio, a livello non verbale, rispetto sia alle colleghe femmine, sia ai superiori? E viceversa.
    Cordialmente
    Nicola R.

    • FedericaCrudeli76 dice: maggio 7, 2018 at 9:14 pm

      Ciao Nicola, mi spiace per il ritardo nella risposta e grazie per lo spunto. Scriverò un articolo sul tema e a tal proposito ti invito intanto ad osservare: non esistono comportamenti che per tutti abbiano lo stesso significato. Tutto sta a capire cosa significano alcuni comportamenti non verbali per quella determinata persona, a prescindere che sia maschio o femmina. Il modo più efficace per capirlo è osservare lasciando da parte il giudizio. Noterai delle ricorrenze di atteggiamenti “non verbali” associati a determinati significati per quella specifica persona. Da non perdere di vista è il motivo o obiettivo che intendi raggiungere attraverso questa comprensione. In attesa di leggere l’articolo sul tema, nel frattempo, ti invito ad osservare alcune persone per un pò di giorni e poi a fare “mente locale” sulle cose che noti. Grazie a presto.
      Federica

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