Corpo e mente: 4 elementi vitali per il benessere Consapevolezza di sè

Ciao Bentornata/o a Lavorare col Sorriso!

Corpo e mente: l’importanza dell’acqua, del respiro, dell’alimentazione e del movimento per il proprio benessere.

Oggi, in vista delle ferie, voglio condividere con te alcuni spunti di riflessione utili che ho trovato unendo la lettura di un libro e un percorso di benessere che sto facendo aiutata da un Healt Trainer e un fisioterapista a cui mi sono rivolta.

Il libro in questione si intitola “Il club delle 5 del mattino” ed è stato scritto da Robin Sharma, considerato un Guru della crescita personale, che pare abbia venduto milioni di copie.

Comunque nel caso volessi leggerlo questo è il link https://www.amazon.it/club-dei-mattinieri-felici/dp/8867025597/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=4WEJLSIHHU10&dchild=1&keywords=robin+sharma&qid=1592894906&sprefix=robin+sharma%2Caps%2C225&sr=8-1.

Il libro non parla di corpo e mente e personalmente trovo che il pretesto narrativo utilizzato per arrivare al nocciolo della storia sia di una banalità sconcertante: motivo per il quale delle 6 ore e mezzo di lettura totale necessarie ne estrapolo quei concetti chiave che penso siano utili in vista delle ferie, soprattutto per evitarti degli errori che io stessa ho commesso.

Con l’avanzare degli anni, sentirmi utile per le altre persone mi fa stare bene.


La sintesi massima del libro è che sostanzialmente ognuno di noi dovrebbe alzarsi presto la mattina per dedicare del tempo alla meditazione, all’esercizio fisico e poi a curare i propri progetti personali (come la realizzazione di un sogno o un cambio di vita o a progettare la giornata lavorativa).

Se stai pensando di dormire a più non posso, mangiare la qualunque, bere litri di Mojiti e gozzovigliare, fermati un attimo… cosa stai regalando a corpo e mente?


Noi dipendenti tipicamente passiamo molte ore seduti a lavorare al computer e sicuramente il periodo di lock down che abbiamo vissuto ha contribuito a rinforzare questa situazione di sedentarietà.

Non penso di dover essere io a dire che l’esercizio fisico è fondamentale per mantenersi in salute, lo sappiamo tutti.

Stando seduti molte ore accumuliamo stress in parti del corpo che generano contratture muscolari, che rischiano di diventare croniche, andando ad intaccare magari – e qui peggio mi sento – anche la funzionalità di altri organi adiacenti alle strutture muscolari interessate.


Eppure, fra sapere le cose che fanno bene a corpo e mente, e farle queste cose, ci passa tutto l’Oceano Pacifico.

Salvo ricordarcene quando probabilmente è troppo tardi … come nel mio caso.

Io ad esempio sono sempre stata una persona molto vivace dal punto di vista mentale: non provo alcuna fatica a far andare le rotelle del mio cervello, mentre invece dal punto di vista fisico negli anni avevo sviluppato una pigrizia notevole.

Ho fatto danza per circa 15 anni della mia vita e dato che per me la danza era una forma di espressività corporea che mi permetteva anche di dar voce al mio mondo emotivo, ero capace a passare anche 6 ore al giorno ad allenarmi e provare spettacoli, compresi i sabati e le domeniche.

La fatica fisica non sapevo cosa fosse.

Quando poi ho fatto la scelta di trasferirmi a Milano per motivi di lavoro, facendo fatica a conciliare la danza fatta a livelli impegnativi con la nuova vita che mi si stava prospettando davanti, ho cominciato a trascurare il mio corpo riservando all’esercizio fisico sempre meno tempo.

In più, la palestra normale, l’ho sempre trovata di una noia mortale e l’idea di rinchiudermi in un posto affollato dopo una giornata in ufficio ero tutto tranne che allettante.

Volete mettere il divano? Se qualcuno segue la mia pagina facebook sa che in me esiste una componente Lebowsky.

A onor del vero quello che mi è sempre piaciuto fare a livello fisico, tolta la danza, è camminare all’aria aperta.

Quello ho sempre avuto voglia di farlo per chilometri senza sosta come Forrest Gump.

Senonchè, malgrado l’apparente banalità del suggerimento di alzarsi presto per potersi riservare un tempo dedicato alla cura di corpo e mente, mi devo arrendere all’evidenza, dato che adesso sono obbligata a farlo perché trascurando un mio problema fisico, ho ricevuto un out-out chirurgico: o lo fai o lo fai … e solo per poter rimandare una operazione di un pò.

E l’operazione che mi aspetterebbe al varco non sarebbe proprio una passeggiata, senza contare che richiederebbe almeno 6 mesi di recupero per tornare ad una semi-normalità (perché dopo comunque sarei riempita di circa 14 pezzi di titanio nel corpo …chissà in aereoporto che sinfonia sotto al metal detector – lasciatemi almeno riderci sopra …).

Eppure, prima dell’out-out, malgrado convivessi con dolori forti e a volte in validanti del tutto fino all’immobilità, continuavo a curare il corpo a momenti alterni, lasciando invece molto spazio al lavoro e ai miei interessi mentali.

In aggiunta ho sempre bevuto poca acqua (vino di più in compenso): non sentendo lo stimolo della sete ero capace di dimenticarmi di bere anche per 2-3 giorni a fila salvo bere lo stretto necessario (se per bere si può considerare nel conteggio anche l’acqua che si usa per lavarsi i denti, giusto per dire…)


Vorrei quindi evitare che ti ritrovarsi nella stessa situazione in cui mi sono ritrovata io: la saggezza popolare suggerisce che è meglio prevenire che curare.

E’ meglio scegliere che essere obbligati dalle circostanze.

Quindi in vista delle tue ferie, che passerei come preferisci, giusto una raccomandazione: se ti consideri molto sedentario, quanto meno spendi del tempo a capire come incastrare nella tua vita del sano movimento.

Oppure, non farti prendere dal malsano desiderio di recuperare tutto il pregresso sottoponendo il tuo corpo e i tuoi muscoli a sforzi e stress importanti a cui non sono più abituati.

Chi fa una vita da ufficio, passa molte ore seduto e tende ad accumulare tutte le tensioni e tutto lo stress in alcune parti del corpo.

Ricorrere a massaggi rilassanti o fisioterapeutici è un sollievo-palliativo. Il corpo ha bisogno di tenersi attivo con un esercizio che vada oltre la camminata o il rilassamento passivo.

Adesso nel mio caso specifico è troppo tardi per tentare di recuperare una situazione che in qualche modo ho aggravato con la mia incuria del corpo.

Dal momento che il passato non lo posso cambiare e piangermi addosso per la situazione che si è venuta a creare è del tutto inutile, tolta una parentesi di ingiurie auto-rivolte, ho quindi deciso di vincere questa pigrizia e di impegnarmi seriamente e costantemente per curare il corpo attraverso l’esercizio e un’alimentazione sana comprensiva di acqua in abbondanza per reidratare il mio corpo che aveva i tessuti secchi come le piante del deserto.

Il respiro e la meditazione già li facevo da tempo, quindi quella ormai è già una routine consolidata.

Per inciso, non è che prendermi questo impegno sia diventato immediatamente automatico come conseguenza delle prescrizioni chirurgiche. Ancora combatto con la mia pigrizia, ma progressivamente ho trovato il mio modo per rendere l’uso del mio corpo meno “pesante” possibile.

Come? Ho chiesto aiuto intanto. Oltrechè rivolgermi ai medici, mi faccio seguire da un professionista nel campo della salute e del movimento per tutti gli aspetti legati all’alimentazione e all’esercizio fisico. E dovendo fare esercizi mirati per il mio problema, mi sono rivolta ad un fisioterapista specializzato che mi segue (anche con minacce vocali su wazzap) con un piano progressivo di attività fisica che parta da un livello basico per progredire mano a mano che il corpo si abitua a livelli di impegno maggiori.

A volte occorre arrendersi: non si può fare sempre tutto da soli.

Poi sono andata per tentativi ed errori e alla fine ho trovato un modo per metabolizzare questo tipo di impegno costante: al mattino, dopo la sveglia, ho unito alla meditazione focalizzata sul respiro che già facevo, (potente anti-stress) mezz’ora degli esercizi che mi pesano di meno (faccio parte di quelle persone che appena sveglia a malapena sopporta il cane, e forse neanche quello).

Poi durante la giornata inframezzo il lavoro con sessioni di singoli esercizi, posso farlo grazie allo smart working.

Arrivo a sera che un’ora di esercizi riesco a farla.

Nei giorni in cui invece mi sento molto carica, faccio una sessione unica di filato.

Poi aggiungo camminate alla Forrest Gump ogni volta che posso, ma quella per me non è mai stata una fatica.

In più come promemoria, porto con me sul cellulare la foto delle mie radiografie, a imperitura memoria del frutto della mia incuria del corpo.

Risultato? Adesso se per qualche motivo non riesco a trovare il tempo per fare questi esercizi mi innervosisco perché mi sento privata di qualcosa di vitale e importante. Mi sento mancare un pezzo.

Progressivamente vedo il corpo che tollera sforzi maggiori e anche l’umore ne giova. I dolori no, quelli li ho sempre e ci vorrà ancora tempo per abbassarli, anche se non spariranno comunque mai del tutto, ma è aumentato il numero di giorni in cui sono più tollerabili.

Non solo, il desiderio di metterci del mio sulla necessità di rinforzare la muscolatura, ha attivato nella mia mente delle curiosità nuove e a volerne sapere di più di quali sono i muscoli del corpo e come si inseriscono rispetto agli organi, e come funzionano il sistema nervoso, quello endocrino e immunitario, dato che tutto quanto è strettamente correlato.

Quindi mi diverto a farmi gli esperimenti addosso usando i muscoli con la coscienza di quali sono e dell’effetto che fa muoverli. Li ascolto.

Per l’acqua uso un orologio da polso dove mi segno i bicchieri che bevo. A fine giornata verso l’ora di cena, se mi accorgo di aver bevuto poco vedo di recuperare prima di andare a dormire.

La percentuale di idratazione del mio corpo è salita molto (l’idratazione evita la creazione di stati infiammatori e previene anche le contratture muscolari e i crampi).

Ti ho raccontato questa mia esperienza perché so che la maggior parte delle persone considera il corpo come un’appendice da portarsi appresso.

E’ diffusa l’idea dell’AVERE un corpo. Ma noi SIAMO il corpo.

E fra l’altro, nel corpo, è iscritta una sapienza immensa anche di carattere emotivo.

Ma di questo tema, di cui mi sento molto esperta, ci sarà modo di parlarne oltre.

In sintesi… per queste ferie, riposa bene, bevi tanta acqua, muoviti, e fai un po’ di respironi profondi per rilassarti. E ozia! Come ho suggerito nel mio precedente articolo sull’uso dell’ozio come anti-stress naturale e gratuito!

E se noti che una di queste cose fai fatica a farla … e al rientro vuoi un confronto, se sei iscritto sia alla Newsletter che alla pagina Facebook del mio sito https://www.facebook.com/lavorarecolsorriso/?ref=bookmarks – dove il lunedì, mercoledì e venerdì pubblico post divertenti sui temi del lavoro – ti dedico un colloquio gratuito. Contattami alla mail info@lavorarecolsorriso.it o su messanger di Facebook.

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Grazie
Federica Crudeli

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Comments

  1. Federica, la tua analisi è puntuale e chiarissima. È prezioso quando qualcuno ci ricorda di volerci bene attraverso la sua esperienza. Dovremmo avere tutti un professionista che ogni tanto ci minaccia con un messaggio whatsapp… La consapevolezza è fondamentale. Grazie e alla prossima

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